Quando il ginocchio fa male da mesi e farmaci, infiltrazioni e fisioterapia non bastano più, la TAME, conosciuta anche come embolizzazione delle arterie genicolari (GAE), agisce sui piccoli vasi anomali che alimentano l'infiammazione. Si esegue in anestesia locale, senza tagli e senza toccare l'articolazione.
Nell'artrosi la cartilagine si consuma, ma gran parte del dolore nasce dalla sinovite: la membrana che riveste l'articolazione si infiamma e sviluppa una rete di vasi sanguigni nuovi e anomali (neoangiogenesi).
Ginocchio destro, visione frontale. Schema semplificato, non in scala.
I vasi anomali, in arancione, alimentano l'infiammazione nel ginocchio. Il dolore resta acceso.
In anestesia locale si entra dall'inguine con una cannula sottile. Nessun taglio.
Il microcatetere raggiunge le arterie genicolari. Il contrasto mostra il blush dei vasi anomali.
L'agente temporaneo chiude solo i vasi anomali. I vasi normali restano aperti.
Senza l'afflusso anomalo l'infiammazione si spegne e il dolore si riduce nelle settimane successive.
Per il ginocchio l'accesso è di solito dall'arteria femorale all'inguine. Con un microcatetere di 1,7 French si raggiungono in modo selettivo le arterie genicolari che alimentano il blush e lì si inietta l'agente embolizzante a piccole dosi, finché la colorazione anomala scompare. I vasi normali dell'articolazione restano aperti.
Anestesia locale, nessun taglio, attività quotidiane dal giorno dopo. Tutti i dettagli sulla procedura →
dei pazienti con artrosi del ginocchio ha ottenuto un miglioramento clinicamente importante del dolore a 12 mesi, in una meta-analisi di 9 studi e 339 ginocchia.
Fonte: Taslakian B et al., 2023 →dei pazienti trattati è arrivato alla protesi nei due anni successivi alla procedura, nella stessa meta-analisi.
Fonte: Taslakian B et al., 2023 →raccolti in una revisione sistematica aggiornata confermano una riduzione significativa del dolore dopo embolizzazione genicolare.
Fonte: Chlorogiannis DD et al., 2024 →Nel nostro studio FIRE-NEM abbiamo trattato ginocchia con artrosi e con dolore persistente dopo protesi.
miglioramento mediano del punteggio KOOS (funzione del ginocchio) a 3 mesi
delle procedure con una riduzione del dolore di almeno 2 punti su 10 a 3 mesi
delle procedure, considerando tutti i distretti dello studio, con un beneficio sostanziale sulla funzione a 6 mesi
È una casistica piccola e monocentrica: i numeri descrivono ciò che abbiamo osservato e non sono una promessa di risultato. Leggi lo studio
Non è un'alternativa alla protesi nell'artrosi avanzata. Nelle forme lievi o moderate può ridurre il dolore in modo duraturo e aiutare a rimandare l'intervento: nella meta-analisi citata solo il 5,2% dei pazienti è stato operato nei due anni successivi.
Sì. Il dolore dopo protesi può avere una componente infiammatoria con vasi anomali, come nel ginocchio nativo. Le esperienze pubblicate sono ancora limitate; nel nostro studio ne abbiamo trattati alcuni, ancora troppo pochi per conclusioni definitive.
Negli studi il beneficio si mantiene in genere fino a 12–24 mesi. Una parte dei pazienti ha un miglioramento iniziale che poi si attenua: in questi casi la procedura può essere ripetuta.
Si cammina già il giorno stesso. Le normali attività quotidiane si riprendono di solito dal giorno successivo; la ripresa di sport e carichi intensi va concordata con il medico.
Si esegue in anestesia locale nel punto di accesso. Durante l'iniezione si può avvertire un fastidio transitorio al ginocchio, che passa in pochi minuti.
Artrosi molto avanzata, con perdita completa della cartilagine: qui la protesi resta in genere il trattamento di riferimento. Infezione articolare in corso o fratture recenti. Arteriopatia periferica grave o disturbi della coagulazione non correggibili.
Scrivici la zona del dolore, da quanto dura e le terapie già provate. Le procedure si eseguono a Torino, all'AOU Città della Salute e della Scienza, Presidio Molinette.
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