La TAME (embolizzazione transarteriosa) è una procedura mininvasiva di radiologia interventistica, eseguita a Torino, per chi convive da mesi con dolore al ginocchio, all’anca o alla spalla, fascite plantare o tendinite e non ha trovato sollievo con farmaci, infiltrazioni e fisioterapia. Niente bisturi, niente protesi: si agisce dall’interno dei vasi sanguigni.
La decisione si prende sempre insieme agli specialisti, dopo una visita e la revisione dei tuoi esami. Queste sono le condizioni che di solito ci fanno pensare alla TAME.
La TAME non è indicata in caso di fratture, infezioni articolari in corso, gravi malattie delle arterie o disturbi della coagulazione non correggibili.
Quando un’articolazione o un tendine restano infiammati a lungo, si formano piccoli vasi sanguigni anomali (neovasi) che crescono insieme a nuove fibre nervose del dolore. Chiudendoli in modo mirato, la TAME interrompe il circolo vizioso infiammazione–dolore, senza toccare osso, cartilagine o tendini.
Anestesia locale e una piccola puntura dell’arteria al polso o all’inguine. Nessun taglio, nessuna anestesia generale.
Un catetere sottilissimo raggiunge la zona dolente. Con il mezzo di contrasto si rendono visibili i vasi anomali.
Si iniettano microcristalli di un antibiotico (imipenem/cilastatina) o microsfere riassorbibili, che chiudono temporaneamente solo i vasi anomali e poi vengono eliminati dall’organismo.
Dimissione in giornata con accesso dal polso, il mattino seguente con accesso inguinale. Attività normali dal giorno dopo.
Nel ginocchio con artrosi, l’infiammazione fa crescere piccoli vasi anomali, accompagnati da fibre nervose che trasmettono il dolore.
In anestesia locale si inserisce un catetere sottilissimo nell’arteria dell’inguine o del polso. Nessun taglio, nessuna anestesia generale.
Il microcatetere raggiunge l’arteria che porta sangue alla zona dolente. Il mezzo di contrasto rende visibili i vasi anomali.
Si iniettano microcristalli o microsfere riassorbibili che chiudono temporaneamente solo i vasi anomali, lasciando aperti quelli sani.
L’infiammazione si spegne e il dolore si riduce progressivamente nelle settimane successive. Le particelle si riassorbono da sole.
Per ogni zona: come nasce il dolore, come si svolge la procedura e cosa dicono gli studi.
Mano (rizartrosi, artrosi delle dita con noduli di Heberden): la TAME è possibile anche qui, spesso con un semplice ago nell’arteria del polso. Scrivici per una valutazione →
Il nostro gruppo ha pubblicato nel 2026 sulla rivista La Radiologia Medica i risultati della TAME eseguita alla Città della Salute di Torino per dolore cronico di anca, ginocchio e spalla.
Cosa significa per te. Il beneficio è risultato simile per anca, ginocchio e spalla e in molti pazienti compare già nelle prime settimane.
Si tratta di uno studio su un singolo centro, con controlli fino a 6 mesi: i risultati sono incoraggianti ma non garantiti per ogni paziente, e la durata nel lungo periodo è ancora in corso di valutazione.
Discalzi A, Brino J, Nardelli F, et al. Multi-site efficacy and safety of transarterial microembolization with imipenem/cilastatin for refractory musculoskeletal pain: a single-centre analysis of hip, knee and shoulder (FIRE-NEM study). La Radiologia Medica, 2026. doi:10.1007/s11547-026-02286-x
Visita specialistica e revisione di radiografie, ecografia o risonanza.
Il caso è discusso con il radiologo interventista e gli specialisti che ti seguono: ortopedici, fisiatri, reumatologi, medici dello sport e medici di medicina generale.
Eseguita in una sala angiografica, da un’équipe di radiologia interventistica.
Verifica di dolore e funzionalità a 1, 3, 6 e 12 mesi. Puoi continuare la fisioterapia.
Usiamo microcristalli di imipenem/cilastatina, che chiudono i vasi anomali solo temporaneamente (da circa un’ora e mezza fino a due giorni) e poi si sciolgono, oppure microsfere riassorbibili, scelte per esempio in chi è allergico agli antibiotici beta-lattamici. In entrambi i casi l’occlusione è temporanea e il rischio di danneggiare i tessuti sani è ridotto.
Nella nostra casistica non si sono verificati danni alla pelle, ai nervi o all’osso. Lo stesso dato emerge dalle principali revisioni internazionali.
Il disturbo più comune è un piccolo livido nel punto di puntura, che si risolve da solo. Ogni rischio va comunque discusso con lo specialista.
Si esegue in anestesia locale nel punto di accesso. Durante l’iniezione si può avvertire un fastidio transitorio nella zona trattata, ma non serve l’anestesia generale.
In media circa un’ora. Con accesso dal polso si torna a casa in giornata dopo alcune ore di osservazione; con accesso dall’inguine si resta in osservazione una notte.
Molti pazienti notano un miglioramento già entro il primo mese. L’effetto viene poi verificato nei controlli successivi, fino a 12 mesi.
Sì. Le terapie conservative in corso possono proseguire e le normali attività quotidiane si riprendono dal giorno successivo.
In una parte dei pazienti il beneficio iniziale si attenua nel tempo. In casi selezionati la procedura può essere ripetuta: è una valutazione da fare con lo specialista.
No. Nelle forme di artrosi molto avanzata la chirurgia resta l’opzione di riferimento. La TAME è pensata per chi ha un danno lieve-moderato, per chi vuole rimandare l’intervento o per chi ha dolore residuo dopo protesi.
Sì. Quando il dolore è bilaterale (per esempio entrambe le anche o entrambe le ginocchia) i due lati possono essere trattati, di solito in sedute separate.
Gli esami di imaging recenti (radiografie, ecografia o risonanza), la documentazione delle terapie già fatte e l’elenco dei farmaci che assumi, in particolare anticoagulanti e antiaggreganti.
Per domande sulla TAME e su quando può essere indicata, scrivi al nostro gruppo di radiologia interventistica.
✉ radiologiavascolaremolinette@gmail.comNella mail è utile indicare:
Per tutela della tua privacy non allegare referti o documenti sanitari: se servono, ti verranno chiesti nella sede della visita.
Ospedale Molinette
AOU Città della Salute e della Scienza di Torino
Corso Bramante 88/90, 10126 Torino